
In autunno, si svolgerà a Senigallia un Convegno sulla scrittrice Carolina Invernizio vissuta a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento, e scomparsa esattamente 110 anni fa. Tale iniziativa nasce dalla volontà della Fondazione Rosellini di Senigallia di restituire dignità scientifica e sociologica a una delle figure più discusse e vendute della letteratura italiana. Spesso liquidata dalla critica d’élite come autrice di “libri per serve”, Invernizio rappresenta in realtà la radice pulsante dell’immaginario popolare moderno.
La visione della Fondazione è inoltre quella di trasformare quest’appuntamento letterario in un laboratorio vivo: non una semplice celebrazione nostalgica quindi, ma una rilettura critica che utilizzi il “giallo” e il “noir” come lenti per interpretare la modernità, i linguaggi dei media contemporanei e le dinamiche di potere tra i generi.
In effetti, il convegno si pone l’obiettivo di dimostrare come la produzione inverniziana abbia creato, con un secolo di anticipo, le strutture narrative che oggi dominano le piattaforme di streaming (Netflix, Disney+) e i format televisivi di approfondimento giudiziario (Infotainment).
Nel percorso di questa originale avventura, però, la Fondazione non è sola, perché è venuta a conoscenza del fatto che Invernizio è stata riscoperta di recente da una studiosa del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Napoli Federico II, prof.ssa Virginia di Martino, autrice di un testo dal titolo “Per ora basto a me stessa”. Carolina Invernizio e i romanzi che leggeva mia nonna. Da qui è scaturito un protocollo d’intesa, siglato in questi giorni, tra la Fondazione e il Dipartimento.
Il Convegno durerà un giorno ed avrà un programma molto ricco. Si partirà la mattina con tre relazioni con tre focus: Le tecniche narrative dalla “Mamma dei gialli” a Netflix; la sovrapposizione tra realtà giudiziaria e racconto popolare; il valore morale della letteratura inverniziana e l’emancipazione femminile. I tre relatori sono di importanza nazionale: La già accennata prof.ssa di Martino; la prof.ssa Isabella Pezzini, docente di Semiotica dei Media del Dipartimento di Comunicazione e Ricerca sociale della Sapienza di Roma; Paola Ronco con Antonio Paolacci, celebri scrittori di noir ed autori del recente saggio Tu uccidi. Come ci raccontiamo il crimine.
Le relazioni saranno connesse a due Laboratori: uno di Intelligenza artificiale, “Chatta con Carolina”, condotto dalla Prof.ssa Laura Ceccacci, docente a contratto presso le Università del Molise, di Chieti e di Roma La Sapienza, ed un secondo di Graphic Recording & Live Sketching: “Le Ombre di Carolina”, a cura di Massimo Nesti della Scuola d’Arte NV art di Senigallia.
La giornata si concluderà con la visita alla Fondazione, la Mostra su Carolina Invernizio e la presentazione del libro “Per ora basto a ma stessa”.